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26 novembre 2009
ma dove vai? io vado..
L'istante in cui si gira l'angolo si vede la strada che porta verso il ritorno. E' un istante quasi magico, molto inetnso, che dura poco ma che ricorderai sempre. La macchina, da ferma, inizia piano piano a carburare, olio e benzina faranno il resto, a te non tocca altro che calibrare freno e frizione, acceleratore e cambio. Occhio allo specchietto, mani sul volante, la musica è quella giusta, si parte. La strada da percorrere sembra infinita, quasi senza meta, e ritorna in mente Galeano ed il suo famoso aforisma, quello che sentiremo spesso citare dai palchi della politica o nei dolci messaggi romantici che di notte accendono i telefoni e qualche speranza. Galeano diceva che "L'utopia è come l'orizzonte: cammino due passi, e si allontana di due passi. Cammino dieci passi, e si allontana di dieci passi. L'orizzonte è irraggiungibile. E allora, a cosa serve l'utopia? A questo: serve per continuare a camminare." Non so quanta strada faremo, ma è probabile che l'orizzonte ci sembrerà sempre più lontano così come il punto di partenza. Per chi ha voglia di camminare, per chi come me non è ancora stanco di camminare e cuorioso guarda avanti perchè quello che c'è dietro lo consoce già, con passione e coraggio va. Ma sapere dove andare, è come sapere cosa dire, come sapere dove mettere le mani. Non saperlo è angoscia. Il motore spinge e il piede sa gestirlo. La musica riscalda, le sue parole danno coraggio, e quella voce canta: E di nuovo cambio casa, di nuovo cambiano le cose, di nuovo cambio luna e quartiere come cambia l'orizzonte, il tempo, il modo di vedere, cambio posto e chiedo scusa, ma qui non c'è nessuno come me.
| inviato da sergioragone il 26/11/2009 alle 12:32 | |
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