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Stand for Change 16/10/2008

Obama Vs McCain. Joe Vs la crisi economica

McCain non è l’ultimo degli sprovveduti, diciamolo. È un serio senatore dell’Arizona che da posizioni spesso indipendenti e spesso di minoranza si è sempre fatto valere nel Partito Repubblicano e sulla scena politica americana. Pare che addirittura Obama starebbe pensando di assegnarli qualche ruolo dopo la conquista della Casa Bianca. Ed è uno che ce la mette tutta McCain, come dimostra l’ultimo dibattito della scorsa notte dove John sfodera la migliore performance delle ultime settimane. Però non c’è niente da fare, il momento non è il suo. Il momento è quello della crisi finanziaria che si trasforma in crisi economica, della morente (in termini di scadenza di mandato) amministrazione Bush che agli occhi degli elettori ha fallito proprio sul piano economico, ed è il momento di Barack Obama, che in realtà il suo momento di gloria lo sta vivendo ormai da mesi, seppure tra alti e bassi, e che sull’economia riesce a fare la differenza.
Per quanto alcuni commentatori hanno sottolineato un McCain dal profilo convincente, gli spettatori sono stati netti e attraverso i sondaggi di CBS e CNN si dicono più convinti dal candidato democratico.  Quando McCain tira fuori l’aggressività perde di credibilità e appare meno controllato mentre Barack è sempre freddo, dà un’impressione di costante lucidità, di tanto in tanto fissa dritto la telecamera quasi si volesse sedere di fianco a chi lo ascolta, ha sempre la risposta pronta. Anche quando si tirano in ballo le sue amicizie con l’ex dinamitardo Bill Ayers, argomento che poco appassiona gli elettori. 

McCain ci prova: “io non sono Bush, se voleva candidarsi contro Bush doveva farlo 4 anni fa”, ma Obama è pronto e in un attimo sottolinea il sostegno del senatore dell’Arizona a molte posizioni di George W. In questo dibattito spunta anche –finalmente- il tema dell’aborto. Uno degli argomenti sui quali Obama –vicino alla chiesa evangelica- ha mantenuto ambiguità da sempre. Barack parla da democrat, difende la libertà di scelta delle donne, McCain gli dà dell’estremista. 

E poi c’è Joe Wurzelbacher. Joe è ormai l’idraulico più famoso dell’Ohio e vorrebbe comprarsi l’azienda per la quale lavora con i propri risparmi. Ha chiesto giorni fa ad Obama lumi sulle sue proposte fiscali, ha detto che è preoccupato, che non vorrebbe vedersi alzare le tasse, si è detto poco convinto della risposta di Obama. McCain lo porta ad esempio per dimostrare che i Democratici metteranno le mani nelle tasche dei cittadini. Obama –geniale- ha invece sul suo sito web un calcolatore della tassazione per come dovrebbe essere secondo la futura amministrazione democratica e tutti possono vedere in tempi reali quanto in più o in meno dovranno pagare. Obama in tv risponde così, facendo zero con la mano ad indicare l’aumento delle tasse per Joe e per molti altri del ceto medio. 

Contraddittori questi americani medi che, per dirla con Zucconi, buttano via 1000 miliardi di dollari nella guerra in Iraq, ma si rifiutano di spendere 35 miliardi in più per una copertura sanitaria per quattro milioni di bambini in più. Intanto molti nel MidWest, ma anche a New York, si impoveriscono e perdono casa e assicurazione sanitaria e lavoro. C’è la crisi insomma e pure i costumi di Halloween pare non li compri davvero nessuno quest’anno. Alcuni restano ricchi e diventano più ricchi e pure i dirigenti della AIG, sull’orlo della bancarotta e salvata dal governo, se ne vanno in vacanza premio a spese dell’azienda (e quindi grazie agli aiuti statali e cioè a spese dei contribuenti) a 1500 dollari a notte.

L’idraulico Joe Wurzelbacher, intervistato dalla Fox, ha commentato su Obama: "Mi ha un po' spaventato, dice che vuole redistribuire la ricchezza ma a me sembra una cosa socialista”. A noi, piccoli piccoli, sembra più che altro una cosa di buon senso. 


Fabio Maccione

Pubblicato il 16/10/2008 alle 14.27 nella rubrica Stand for Change.

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