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Voglio un congresso vero, non technosnob

Due? Tre? Quattro? Quanti saranno i candidati che si sifideranno a singolar tenzone pronti a succedere al primo e fallimentare segretario Veltroni? Al momento sono pervenute le candidature di Franceschini e di Bersani. Poi si sussurrano le candidature del sindaco di Torino e di qualche blogger che ha ben pensato di trasformare la rete da "nuovo luogo democratico" di partecipazione politica, a recinto technosnob dei pochi fortunati lobbysti che provano a strutturare una corrente ( non di pensiero) o un'area non ben identificata e nemmeno poi tanto critica. Non è un problema di rete , nella quale io credo e per la quale ho lavorato negli anni di dirigenza politica della giovanile dei ds, è una mancanza di coraggio e di politica. Perchè è di coraggio e politica che si sente la mancanza, non di personalismi o di analisi pe slogan. Questa mia generazione, e quella un po' più grande di me, è in perenne attesa, in continua aspettativa..ferma li ad aspettare che la nomina o la candidatura arrivi prima che sia troppo tardi.Così com'è avvenuto. Eppure ce ne sono tanti di giovani amministratori capaci e competenti, così come sono tanti i profili utili a questo partito ed al paese che non hanno ancora i capelli bianchi e non attendono. Ed è su questi, su quella nuova generazione che c'è già, non bisogna inventarla ma riconoscerla, che io credo debba fondarsi il partito nuovo per il secolo nuovo. Non mi appassiona la lotta strumentale del passato contro il futuro, anche perchè chi alimenta questa dialettica è sia figlio del passato, ma anche beneficiario del futuro, così come non mi appartiene il gioco delle tre carte che ex segretari nostalgici e romantici vogliono provare a farci passare come strategia utile per il bene del partito. No, non ci sto.

Voglio un congresso vero, un confronto concreto su opzioni politiche e su progetti generali. Non voglio technosnob in cerca di un palco o di una candidatura, e non voglio tatticismi che confondono le idee e che ci tagliano il respiro. Voglio un congresso vero per un partito vero.

Condivido quello che dice Rosy Bindi, ed è forse la prima volta che la cito, quando sostiene che «Non c’è dubbio che il nuovo segretario dovrà costruire il Pd con i giova­ni e per i giovani. Non dobbiamo avere timore di mettere al centro i grandi te­mi della sinistra: la dignità del lavoro, la mobilità sociale, l’uguaglianza, le nuove generazioni, e anche le donne, così umiliate dal comportamento del presidente del Consiglio. Ma dico no al nuovismo. Non si può dire 'tutti a ca­sa, tranne me'. Le novità non si inven­tano, né si costruiscono ad arte. Le no­vità emergono dalla battaglia politica, dall’esperienza, anche dagli errori e dalle sconfitte, non dalla scelta di volti accattivanti che vengono bene in tv; che poi così nuovi alla politica non so­no. Né mettendo in lista gente simpati­ca che passa per caso, come si è fatto alle elezioni del 2008. Franceschini è stato il vice di Veltroni; non può chiamarsi fuori da quella stagione»

Sento la candidatura di Pierluigi Bersani molto più vicina alla mia domanda di futuro ed alla mia idea di Partito ed è per questo sosterrò l'ex ministro dello sviluppo economico, perchè sono convinto che stia li e non altrove il Pd. Non per amicizie e non per convenienze, ma semplicemente per ragioni politiche sostengo Bersani, leader concreto e non liquido, umile e operaio, visionario, con i piedi per terra ed un'idea precisa di Paese da costruire.

Non servono nomi nuovi per incarnare un progetto nuovo, ma servono profili forti per lavorare ad un grande sogno e dargli carne e sangue. Con il cuore e la passione, con le nuove energie che questo partito saprà intercettare, partendo da quello che c'è e che va ( decisamente) migliorato. Ripartendo dai territori, dalle persone, dal progetto, dalla rete. Tante volte è stata annunciata la rivoluzione verde del Pd, molti gli slogan e tantissimi i post...ma poca azione e pochissima intenzione, ed io non mi fido più dei  giovani democratici novelli masaniello del web. Che poi definire questi 40enni "giovani democratici" fa davvero sorridere e riflettere. 

Pubblicato il 29/6/2009 alle 16.3 nella rubrica Il politico comunicatore.

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