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In nomine antonini

pochi anni prima che la morte ce lo rapisse, misantropo quant'altri mai, antonino scuzza ci lasciò l'ultima, folgorante descrizione della natura lucana. se nei primi anni della sua attività di filosofo e meridionalista tentò in ogni modo di risvegliare le coscienze intorpidite dei suoi conterranei, quando sentì sulla schiena l'alito della nera signora, egli smise ogni speranza...a ragione...

"non v'è natura più simile a quella del cattolico e dell'animale domestico di quella di un buon lucano. egli coniuga in sè ogni possibile degenerazione istintuale nel senso della remissività posticcia ed interessata, il fulcro dell'esistenza di un abitante della basilicata risulta spesso essere la perversione sistematica di ogni possibile slancio a rialzare la testa in pratiche da lacchè. io nemmeno parlerei di frustrazione, quanto piuttosto di una precisa codifica degli atteggiamenti servili insiti non già nell'etnia nè nei caratteri razziali nè in nessuna simile aberazzione pseudo-antropologica ma in una secolare pratica di erosione dello spirito che è trasmessa di generazione in generazione come i sacramenti e che, come i sacramenti, s'accompagna al vizio, fortificandolo esponenzialmente. la natura del lucano è rappresentabile come un vettore tendente allo stato escrementizio."

Pubblicato il 30/10/2005 alle 15.22 nella rubrica Scuzza.

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